>>Ictus: agire il prima possibile. Oggi la telemedicina può fare moltissimo per prevenire le conseguenze peggiori

Ictus: agire il prima possibile. Oggi la telemedicina può fare moltissimo per prevenire le conseguenze peggiori

E’ tra i nemici della salute più insidiosi e temibili  quando si svolta la boa dei 65 anni… L’ictus è una di quelle patologie definite “tempo dipendente”. Questo significa che un ritardo nel fare la diagnosi corretta, e di conseguenza un ritardo nella terapia, aumenta il rischio di danni permanenti e invalidanti. “Ogni minuti risparmiato equivale a una parte del cervello salvata” spiega Patrizia Perrone, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze -UO Neurologia-Stroke Unit ASST Ovest Milanese, Legnano. “Poichè non tutti gli ospedali sono dotati del reparto di neurologia, questo non deve tradursi in una penalizzazione per chi ha un evento ischemico.” E la telemedicina, in questi casi, può essere la soluzione ideale. “Infatti i nuovi dispositivi consentono di intervenire a distanza, consentendo al medico specialista una valutazione tempestiva del malato…

 

Corriere della Sera_ 19 novembre 2017

 

2017-11-20T11:41:22+00:0020 novembre 2017|Telemedicina|